APPROCCIO TERAPEUTICO

Come lavoro e come posso aiutarti

Come opero e come posso aiutarti

Opero secondo i principi etici e deontologici della professione psicologica e seguo tre approcci fondamentali: la Psicoterapia Cognitiva Neuropsicologica (PCN), la (Neuro)psicologia positiva, e l’approccio GSRD (Gender, Sexual and Relationship Diversity).

3 approcci fondamentali

La Psicoterapia Cognitiva Neuropsicologica si basa sui più recenti sviluppi neuroscientifici. Alla base, la ferma convinzione che sia necessario ed etico operare sulla base di un modello scientificamente fondato, ma anche che sia imprescindibile considerare il soggetto come un “Chi”, unico e irripetibile, irriducibile a una categoria. La conseguenza è che lo psicoterapeuta si trova ogni volta di fronte a una persona la cui sofferenza risulta comprensibile soltanto a partire dalla sua specifica storia di vita: la terapia si fonda su quello che rende quella persona esattamente sé stessa, diversa da tutte le altre, invece che trattarla in modo standardizzato e impersonale sulla base di un’etichetta (“depresso”, “ansioso”, ecc…). Per te, questo comporta un’esperienza clinica e relazionale attiva, responsabilizzante, personalizzata: con ogni mio paziente concordo obiettivi e tempistiche su misura, con metodi e tecniche di comprovata utilità. L’obiettivo ultimo è la trasformazione di Sé, ossia il cambiamento dei modi di fare esperienza,  sempre orientato al futuro.

L’uomo è fatto di tempo, è un aver-da-essere sempre orientato verso il domani; non siamo mai figli del nostro passato in modo deterministico e causale! C’è sempre una possibilità di essere altrimenti, un orizzonte d’attesa a cui tendere. Ti aiuto a trovare il modo di raggiungere i tuoi obiettivi, piuttosto che darti facili giustificazioni (“Sei così perché hai avuti genitori che…”) che chiudono la porta al cambiamento e al miglioramento della tua vita. Anche le più recenti ricerche scientifiche sul Mental Time Travel (ad es: Beaty et al, 2019; Klein, 2016; Michaelian, Klein, & Szpunar, 2016) sembrano confermare questo fatto: le persone più ottimiste e felici siano sono orientate al domani e pensano più spesso al futuro di quelle depresse, che parlano costantemente del proprio passato. La psicoterapia che conduco con i miei pazienti deve allora essere finalizzata a stare meglio da oggi, sempre in vista di un domani migliore, secondo le proprie risorse e personalissime inclinazioni.

La (Neuro)psicologia positiva è un approccio che evolve dalla psicologia positiva, volto alla promozione della salute mentale e cognitiva, che si focalizza sul benessere mentale in senso ampio. Opera:

  • in contesti di difficoltà, fornendo le strategie per coltivare le proprie risorse e sviluppare la propria capacità di resilienza;
  • in assenza di sofferenza o patologie conclamate, focalizzandosi sugli aspetti di crescita personale, empowermentanti-aging e lifelong wellness, e miglioramento di sé.

I benefici della psicologia positiva, definita come “La scienza e la pratica di promuovere il benessere” (Lomas, Hefferon & Ivtzan, 2014) sono noti da tempo (Park et al, 2016), così come le sue applicazioni in numerosi contesti di vita (Linley et al, 2012). La Neuropsicologia positiva è ancora un campo nuovo e innovativo: la letteratura, molto recente, concorda nel definirne l’utilità e le interessanti possibilità applicative (Kapur et al, 2013; Pimental, 2017; Pimental, O’Hara & Jandak, 2018; Randolph, 2018). Tutto questo si traduce in un semplice presupposto alla base della mia pratica quotidiana: indipendentemente dalla gravità della propria situazione, ognuno può perseguire benessere e salute cognitiva, affettiva e mentale, secondo le proprie risorse, inclinazioni e possibilità. C’è sempre qualcosa che può essere fatto per migliorare la propria vita, nel rispetto dei criteri di onestà professionale, etica, e scientifica.

Trasversale alla mia pratica clinica e professionale è il concetto di Gender, Sexual and Relationship Diversity (GSRD) (Barker, 2017). Questo consente di approcciare il genere, la sessualità e le relazioni interpersonali come dimensioni ampie, fluide e naturali, permettendo di includere e valorizzare tutte le sfumature identitarie, affettive, relazionali e sessuali. Significa considerare i modi di emozionarsi di ogni singola persona come unici, irripetibili, e ugualmente validi, degni di attenzione e rispetto, riconoscendo e valorizzando le differenze senza ridurle a sterili etichette. Ti identifichi in una qualche sfumatura dello spettro LGBTQI+ o GSRD? E’ una ricchezza, una risorsa per i tuoi modi unici e irripetibili di emozionarti e relazionarti con gli Altri! Ma proprio perché peculiari e unici, un terapeuta che può accoglierli e comprenderli può aiutarti meglio ad affrontare i piccoli o grandi problemi della vita, indipendentemente dal fatto che questi abbiano qualcosa a che fare con la tua identità e la tua affettività oppure che riguardino tutt’altro campo della tua esistenza. Infatti, avere un rapporto omoaffettivo, un’identità di genere variant, o una sessualità non monogamica, comporta esperienze molto simili a quelle di chiunque altro, ma anche esperienze tipiche di tali modalità. Molte persone LGBTQ+ spesso raccontano di non sentirsi libere di aprirsi ed esprimersi con le persone attorno loro (familiari, colleghi, ecc…) per timore di giudizio e discriminazione; con un terapeuta questo non deve accadere. La psicoterapia è uno spazio in cui sentirti al sicuro e libero di condividere anche gli aspetti più intimi della tua vita, se lo desideri, soprattutto perché spesso è lo stesso contesto storico-culturale attuale che concorre a creare sofferenza e a problematicizzare ciò che è invece assolutamente valido e naturale. È quindi fondamentale che il tuo terapeuta conosca non solo le esperienze che uniche delle persone LGBTQI+ o GSRD, ma anche tutte le potenziali conseguenze causate da un contesto esterno non accettante, svalutante, o implicitamente denigrante, per fornirti gli strumenti necessari a vivere la tua vita nel migliore dei modi, senza lasciare che questo abbia delle ripercussioni sulla tua salute.

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