“LA PRESA IN CARICO E L’INTERVENTO IN INDIVIDUI GENDER-VARIANT E CON DISFORIA DI GENERE”: UN CORSO DI ALTA FORMAZIONE PER LE PROFESSIONI SANITARIE

Transgender” è un termine ombrello utilizzato per identificare tutte le persone che mostrano identità, espressione o comportamenti di genere non conformi a quanto tipicamente associato dalla cultura in cui vivono al sesso a loro assegnato alla nascita. Non c’è un modo né un tempo “giusto” per fare esperienza della propria identità di persona transgender. La comunità medico-scientifica è infatti ormai concorde nell’adottare una visione del genere come spettro, anziché come entità binarie mutualmente escludentesi (M/F); solo in Italia, le persone che manifestano una varianza di genere sono più di 400.000 (ISS, 2018)!

La condizione transgender non è una malattia mentale, né causa necessariamente una sofferenza. Tuttavia, alcune persone possono sperimentare vergogna, confusione, insicurezza o discriminazioni e stigma a causa di un contesto di riferimento che non conosce né riconosce la loro identità e i loro sentimenti come validi. Questo può causare difficoltà lavorative e relazionali, sofferenza psicologica e impossibilità di accesso ai servizi sanitari. Sono infatti sempre di più le realtà che denunciano una disuguaglianza nei contesti della salute, sia in termini di possibilità di accedere a percorsi di cura (medica o psicologica), sia in termini di adeguatezza e bontà dei servizi ricevuti (European Union Agency for Fundamental Rights, 2016). Questo comporta la necessità per il professionista di prendere coscienza dell’esistenza di specifiche disuguaglianze di salute per la popolazione LGBTQ+ e dei fattori che concorrono a instaurarle e mantenerle, tra cui atteggiamenti scorretti, pregiudizievoli o lacunosi da parte del personale sanitario stesso. Purtroppo, secondo le statistiche, meno del 30% degli psicologi ha familiarità con queste tematiche, e questo conseguenze anche gravi sul piano della salute per le persone transgender (APA, 2015).

Una piccola parte di persone transgender, inoltre, può sviluppare una sofferenza legata all’incongruenza tra la propria identità di genere (il sentimento di appartenere a uno/più generi) e il genere loro assegnato alla nascita, che prende il nome di Disforia di Genere. Questa condizione appare sul Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM 5) e non è una malattia, ma una condizione di sofferenza che deve essere accertata da un professionista psicologo che e può essere affrontata, se la persona lo richiede, con un processo transizione di genere. Questo è diverso per ognuno, e può includere aspetti medici (terapie ormonali, interventi chiurgici), sociali e relazionali (utilizzo di un vestiario associato al genere desiderato, transizione sociale sul luogo di lavoro, in famiglia, ecc…) e legali (cambio dati anagrafici). Il percorso di transizione coinvolge numerosi professionisti sanitari, che devono essere opportunamente formati per fornire alla persona la migliore assistenza possibile, nel rispetto della sua irripetibile unicità.

Che si tratti di problematiche legate a discriminazione e stigma, o alla sofferenza causata da una condizione di disforia, un supporto psicologico può essere molto utile alle persone transgender per vivere la propria vita e la propria identità in modo pieno, ricco e fecondo.

Al contrario, la messa in atto di pratiche inadatte alla presa in carico del Soggetto rischia di tradursi in una errata risposta sia diagnostica che clinica. In fase di anamnesi e di cura, orientamento affettivo e identità di genere possono rappresentare due variabili importanti nella ricezione dei bisogni specifici e nella definizione di una strategia terapeutica efficace ed incentrata sulla persona.

E’ alla luce di queste considerazioni che, in collaborazione con MiCal (Milan institute for Health Care and Advanced Learning), SLOP (Scuola Lombarda di Psicoterapia) e SINEPSIP (Società Italiana di Neuropsicopatologia), nasce il Corso di Alta Formazione “LA PRESA IN CARICO E L’INTERVENTO IN INDIVIDUI GENDER-VARIANT E CON DISFORIA DI GENERE”. Rivolto a Psicologi e Medici, il corso vedrà la sua prima edizione nei giorni nei giorni 27-28-29 Settembre 2019 e sarà strutturato in modo da favorire un approccio progressivo ai temi della varianza e della disforia di genere, per acquisire le principali informazioni inerenti al percorso di transizione/riaffermazione e le competenze di base necessarie per il confronto tra le figure professionali coinvolte.

Per saperne di più: http://www.mical-milano.it

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